TPALL Ministero della Salute : caso emblematico di precarietà strutturale
USB Pubblico Impiego ritiene necessario richiamare l’attenzione dell’Amministrazione su una vicenda che non può essere considerata una semplice dinamica amministrativa.
La gestione dei Tecnici della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (TPALL), a tempo determinato, del Ministero della Salute nel periodo 2022–2025 rappresenta un caso emblematico di precarietà strutturale, determinata da scelte politiche e amministrative.
Nel corso di questi anni, i TPALL hanno garantito attività essenziali per il funzionamento degli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF) e dei Posti di Controllo Frontaliero (PCF): controlli sanitari alle frontiere, vigilanza sulla sicurezza alimentare, attività di profilassi internazionale, funzioni di polizia giudiziaria, gestione di emergenze sanitarie. Si tratta di professionalità formate, autonome, pienamente integrate nei contesti operativi territoriali.
Nonostante ciò, tali competenze non sono state valorizzate né stabilizzate. Al contrario, sono state progressivamente disperse, fino a giungere all’epilogo del 31 dicembre 2025, quando i sette TPALL ancora in servizio sono stati “licenziati” mentre l’Amministrazione procedeva all’assunzione di trenta nuovi vincitori di concorso.
Questa decisione, priva di giustificazioni, evidenzia un paradosso amministrativo di particolare gravità: l’Amministrazione rinuncia a personale già operativo, mentre avvia percorsi di inserimento che richiederanno tempi lunghi e ulteriori risorse.
Un passaggio centrale della vicenda resta il 7 dicembre 2023, quando, in un incontro formale presso la sede di Lungotevere Ripa, alla presenza di tutte le organizzazioni sindacali, i vertici amministrativi e i rappresentanti politici del Ministero della Salute riconobbero l’importanza delle professionalità TPALL e la necessità di garantire continuità al loro rapporto di lavoro.
Le rassicurazioni fornite in quella sede non hanno tuttavia trovato alcuna traduzione in atti amministrativi. Infatti, il 31 dicembre 2023, i contratti sono cessati senza proroghe né percorsi di stabilizzazione.
Nel 2024 il veicolo normativo che avrebbe potuto consentire il reintegro di quindici TPALL è stato interrotto con lo stralcio della norma dedicata durante l’esame parlamentare.
La successiva Legge 64/2025, a partire dal 5 giugno 2025, ha previsto un rientro limitato a soli sette lavoratori (su 15 unità autorizzate) e per un periodo di appena sette mesi, legato alle esigenze del Giubileo, senza affrontare in modo strutturale il fabbisogno degli uffici periferici.
Il 29 dicembre 2025, l’Amministrazione pubblica la graduatoria del nuovo concorso (Codice 829) per l’assunzione di 30 funzionari TPALL a tempo indeterminato.
Il 30 dicembre 2025, i 7 TPALL, a tempo determinato, rientrati in servizio sette mesi prima, per il Giubileo ricevono una comunicazione formale di cessazione del rapporto di lavoro con la motivazione che “non è possibile proseguire il rapporto di lavoro”.
Eppure USB PI, con nota del 19 agosto 2025, aveva richiesto all’Amministrazione di apportare modifiche sostanziali al bando di concorso (Codice 829), introducendo specifiche riserve e tutele per il personale TPALL già in servizio, al fine di valorizzare l’esperienza maturata negli USMAF e nei PCF e garantire continuità operativa. Tali richieste riguardavano, in particolare, l’inserimento di una riserva dedicata ai 7 lavoratori rientrati per il Giubileo, l’ampliamento delle quote interne e l’applicazione degli istituti previsti dall’art. 52, comma 1bis, del D.Lgs. 165/2001 e dall’art. 18, comma 6, del CCNL Funzioni Centrali.
Nessuna di queste modifiche è stata recepita nel bando, che ha mantenuto esclusivamente le riserve previste dall’articolo 1, lettere a), b), c), d) ed e), riserve che riguardano categorie generali (Legge 68/1999, Forze Armate, Servizio Civile, personale di ruolo) e non includono in alcun modo i TPALL a tempo determinato.
Di conseguenza, nella graduatoria pubblicata il 29 dicembre non compare alcuna riserva riconducibile alle richieste avanzate, né è possibile individuare un articolo o una lettera del bando che recepisca le tutele proposte. La mancata integrazione del bando e l’assenza di riserve dedicate rendono evidente che le osservazioni sindacali non sono state considerate, nonostante la loro piena coerenza con le esigenze operative del Ministero della Salute e con le autorizzazioni assunzionali previste dalla legge.
Alla luce di quanto esposto, USB PI ritiene che la gestione dell’intera vicenda presenti profili di criticità tali da richiedere un intervento immediato dell’Amministrazione. La mancata valorizzazione delle professionalità TPALL, l’assenza di misure di stabilizzazione, la non applicazione delle norme antiprecariato, l’utilizzo parziale delle autorizzazioni assunzionali e la scelta di licenziare personale esperto contestualmente all’assunzione di nuovo personale da formare costituiscono elementi che incidono negativamente sulla credibilità dell’azione amministrativa.
USB Pubblico Impiego continuerà a vigilare, a denunciare e a promuovere ogni iniziativa utile affinché questa vicenda trovi una soluzione normativa coerente con l’interesse pubblico e con i diritti dei lavoratori coinvolti.
Roma, 31 dicembre 2025
USB Pubblico Impiego
Coordinamento nazionale
Ministero della Salute